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Nel corso del 2025 ha conquistato il titolo di Campione Europeo della Pizza a Milano, il titolo mondiale di Pizza Classica al Sigep di Rimini, il secondo posto nella Pizza Dessert, e, più recentemente, il terzo posto al Campionato Mondiale di Pizza DOC al Next di Capaccio Paestum: tutti traguardi che confermano un percorso costruito su tecnica, studio e un forte legame con le sue radici. Lui è Alberto Paolino, giovane pizzaiolo di Capaccio Paestum e titolare della pizzeria “Las Vegas da Alberto Paolino.

E come lui stesso ha dichiarato: “Vincere davanti a colleghi provenienti da tutta Europa è stata un’emozione fortissima”, racconta Paolino. “Il 2025 è un anno straordinario, ma questa inaugurazione rappresenta per me un nuovo inizio: un luogo che rispecchia pienamente la mia idea di pizza, tra tradizione, ricerca e accoglienza.

Da poco ha inaugurato un nuovo progetto a Tito Scalo, in provincia di Potenza, “Alberto Paolino – Pizza e Tradizione dal 1984”, un passo importante che consolida la crescita di uno dei professionisti più apprezzati nel panorama della pizza italiana. La pizzeria di Tito Scalo nasce come evoluzione della storica attività di famiglia a Paestum e nel nuovo locale, porta in Basilicata una proposta che fonde qualità, innovazione e autenticità, confermando la sua visione e la sua crescita nel panorama della pizza. In particolare Paolino propone un’offerta gastronomica che unisce pizza classica, impasti in pala, a metro e senza glutine, panini hamburger, fritti artigianali e taglieri con prodotti tipici, valorizzando le eccellenze locali con abbinamenti moderni e un’attenzione costante all’equilibrio degli impasti.  

Ho avuto il piacere di incontrare Alberto Paolino proprio al Campionato Europeo della Pizza che si è svolto nell’ambito di Host Milano lo scorso ottobre e anche di degustare e votare la sua pizza, che poi si è rivelata vincitrice assoluta. Una pizza classica intitolata “Risvegli d’infanzia” ha colpito la giuria dove territorio, qualità dei prodotti e materie prime sono la sintesi e il segreto vincente. Ma per conoscere meglio idee, progetti e percorso di questo giovane pizzaiolo, gli ho fatto qualche domanda.

L’intervista ad Alberto Paolino

Alberto, come ti sei avvicinato alla pizza e da quanto tempo sei in questo settore?

Mi sono avvicinato alla pizza da bambino, quando ho iniziato a dare una mano nell’attività della mia famiglia. Non era ancora una pizzeria come lo è oggi, ma è lì che ho mosso i primi passi: osservavo, imparavo, mettevo le mani in pasta quasi per gioco. Con il tempo la curiosità si è trasformata in passione e poi in una vera strada professionale. Da ragazzo ho iniziato a formarmi seriamente, passando ore davanti al forno, studiando impasti, cotture e ingredienti. Oggi sono più di 17 anni che faccio questo mestiere e tutto il percorso mi ha portato a sviluppare Las Vegas da Alberto Paolino, la mia pizzeria storica a Paestum, un luogo che rappresenta la mia crescita e la mia identità. La pizza è diventata il mio modo di esprimermi, un lavoro che continuo a vivere con entusiasmo e voglia di migliorarmi ogni giorno.

Qual è la tua concezione di pizza? Sei più legato alla tradizione o ti piace anche sperimentare?

Per me la pizza è un equilibrio tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. La tradizione è la mia base, perché vengo da una terra dove il cibo è memoria, famiglia e identità. Non potrei mai prescindere dai sapori autentici del Cilento, dalle ricette semplici che ho respirato da bambino, dalle tecniche che mi sono state trasmesse negli anni. Allo stesso tempo però sento forte il bisogno di sperimentare. Credo che l’innovazione sia un atto d’amore verso la tradizione: non la snatura, ma la fa crescere. Studio gli impasti, le fermentazioni, le cotture; mi interessa creare abbinamenti che siano moderni, ma sempre comprensibili, mai forzati. Il mio obiettivo è far vivere un’esperienza che sia nuova, ma con radici ben piantate nella mia storia.

Nel 2025 sei stato più volte campione, dal Sigep al Campionato Europeo della Pizza. Cosa ti ha portato a gareggiare? E quali emozioni hai provato?

Ho iniziato a gareggiare per una sfida personale. Volevo capire a che punto fossi, confrontarmi con pizzaioli provenienti da tutto il mondo, testarmi in contesti competitivi dove ogni dettaglio conta. Le gare ti obbligano a uscire dalla tua zona di comfort: devi essere preciso, veloce, creativo e allo stesso tempo trasmettere qualcosa di tuo. Il 2025 è stato un anno incredibile: prima il titolo mondiale al Sigep nella categoria pizza classica, poi il titolo europeo a Milano. Sono stati momenti che ti tolgono il fiato. Stare su un podio internazionale e rappresentare il tuo territorio è un’emozione che ti resta addosso. Ho provato orgoglio, adrenalina e una gratitudine enorme verso chi mi ha accompagnato in questo percorso. Risultati così non arrivano mai da soli: dietro ci sono la mia squadra, la mia famiglia, i clienti storici e il mio Cilento.

 Cosa rappresenta per te, che sei così giovane, partecipare a un campionato? Cosa porti a casa da queste esperienze?

Partecipare a un campionato da giovane significa vivere un’accelerazione professionale. Ti ritrovi a cucinare davanti a giudici che stimano il tuo lavoro ma che non ti regalano nulla; questo ti forma e ti responsabilizza.
Essere giovane in un mondo dove molti pizzaioli hanno decenni di esperienza può intimorire, ma io lo vivo come un’opportunità: ho l’energia per studiare, l’entusiasmo per sperimentare e la voglia di costruire un percorso ancora lungo.
Da ogni gara porto a casa tecniche, confronto, nuove idee. Capisci dove puoi migliorare e cosa ti distingue dagli altri. È una palestra continua che ti insegna il valore dell’umiltà, della costanza e della determinazione.

Parliamo della tua pizza. La pizza classica “Risvegli d’infanzia” ha colpito la giuria con sapori genuini e legati alla memoria.

“Risvegli d’infanzia” è una pizza molto speciale per me, perché nasce da un ricordo, da un’emozione. Ho voluto portare nel piatto i sapori della mia terra e della mia crescita: il pomodoro cotto alla cilentana, le melanzane fritte, la salsiccia di Senese, la stracciata di bufala, l’olio del Cilento. Sono ingredienti che hanno accompagnato la mia infanzia e che rappresentano la mia identità. Credo che la giuria sia stata colpita proprio da questo: dalla genuinità dei sapori e dalla loro capacità di evocare qualcosa di autentico e familiare. Non è una pizza costruita per stupire, ma per raccontare una storia, la mia.

Come definiresti la tua pizza in generale? Che tipologia di pizza fai?

La mia pizza è, prima di tutto, un equilibrio tra tecnica, identità e rispetto degli ingredienti. Non mi interessa inseguire mode o creare abbinamenti forzati: per me la pizza deve essere comprensibile, pulita nei sapori e capace di trasmettere qualcosa già dal primo morso. Lavoro molto sulla struttura dell’impasto — leggerezza, alveolatura, scioglievolezza — ma senza mai perdere il legame con la tradizione che mi ha formato. Utilizzo farine diverse, prefermenti quando servono, idratazioni studiate in base al risultato che voglio ottenere, perché ogni pizza merita il suo percorso. Allo stesso tempo, sono convinto che un buon impasto non sia sufficiente se non è accompagnato da prodotti di qualità, scelti con cura e con un’idea precisa di sapore. In generale, direi che la mia è una pizza autentica, che rispetta la tradizione ma che non ha paura di evolversi. Ogni ricetta nasce per raccontare una storia: quella del territorio, della mia famiglia e del percorso che sto costruendo ogni giorno.

Quanto ti senti legato al territorio? Cosa ti porta ad aprire una nuova pizzeria a Tito? Come sarà questo nuovo locale e quale sarà l’offerta?

Il territorio è la mia radice più profonda e la base di ogni scelta. È presente nei prodotti che utilizzo, nei sapori che racconto, nell’identità che porto avanti da anni con la mia pizzeria storica Las Vegas da Alberto Paolino. L’apertura della nuova pizzeria a Tito è un passo che unisce tradizione e visione. Il locale si chiama “Alberto Paolino – Pizza e Tradizione dal 1984”, un nome che custodisce la continuità con ciò che rappresento ma che allo stesso tempo rafforza la mia identità personale come pizzaiolo. È un modo per consolidare il marchio “Alberto Paolino” e aprire la strada a nuove sedi anche fuori dal territorio.
A Tito porto una proposta completa: pizza classica, pala, metro, senza glutine, hamburger, fritti artigianali, taglieri con prodotti tipici e un’attenzione costante agli ingredienti locali. Voglio che sia un luogo accogliente, dove ogni cliente possa sentirsi a casa e vivere un’esperienza curata, che unisce memoria e ricerca.

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