Dalla pizza da asporto alla ricerca dell’eccellenza, Marco Massaccesi a Pomezia dal 2000 porta avanti un progetto di gusto, etica e ricerca che ha saputo evolversi senza mai tradirsi.
Dalla pizza d’asporto al locale serale
Chi è di Pomezia conosce bene Mercurio Pizza, un marchio che lungo 25 anni è saputo diventare punto di riferimento per la pizza di asporto. Un nome, una garanza che oggi punta tutto sulla qualità. Non che prima non ci fosse, ma si sa che gli stereotipi sono duri a morire e la percezione del cambiamento spesso destabilizza il cliente.
Il progetto iniziale parte, infatti, come pizzeria d’asporto per poi cambiare nel tempo, assecondando un po’ l’ascolto dei clienti, le esigenze del mercato, ma soprattutto le ambizioni e gli obiettivi di Marco Massaccesi e Alessia Di Battista, titolari e compagni.

«Quando tutto inizia – racconta Marco Massacesi – l’idea alla base di Mercurio Pizza era semplice ma ambiziosa. Volevo offrire una pizza che si distinguesse per la qualità degli ingredienti. Il nome stesso, Mercurio, evocava l’immagine del messaggero degli dei, un logo con un mercurietto su un motorino che consegnava le pizze a domicilio. Poi c’è stato il cambio di passo importante e neanche tanto facile, ovvero la trasformazione del locale in una una vera e propria pizzeria con servizio serale». Un prolungamento naturale del progetto iniziale che non perde la sua filosofia originaria, ma la amplifica.
Dopo i lavori ne è venuto fuori un locale curato e accogliente, l’atmosfera è calda e avvolgente, complici le luci morbide, la vetrata, il design industriale e la musica jazz di sottofondo. L’esperienza del commensale diventa così intima e confortevole, cosa che si riflette anche nel piatto. Una trasformazione completa che promette bene.
Quella che non è mai venuta a mancare è la passione e il credere nella pizza come progetto di vita – questo quanto ci dice Massacesi, che sottolinea anche come le realtà di provincia siano più spigolose rispetto ai grandi centri, dove tendenze e mode vanno più veloci e anche il pubblico è più attento e curioso. Passione a parte, gli elementi su cui Marco e Alessia puntano per il futuro sono qualità, stagionalità, attenzione alle materie prime e una linea vegana dedicata, sezione distintiva del loro menu, che li premia sul territorio. A questo poi si aggiunge un grande senso etico nella produzione e nel lavoro, aspetto che trapela subito dalle parole di Marco e Alessia, come da ogni gesto dietro al banco o nel rapporto con i dipendenti.


La pizza di Mercurio Pizza
Ovviamente abbiamo provato la pizza tonda di Mercurio Pizza. Si tratta di una pizza romana stesa al mattarello che sposa per ideologia il territorio laziale e la filiera corta. Una pizza sottile e fragrante, piacevole al morso che mantiene anche la sua scioglievolezza, realizzata con un blend di farine italiane e biologiche, macinate a pietra, con una fermentazione prolungata fino a 48 ore
«Rispetto alla precedente attività di asporto, oggi ci dedichiamo al topping con maggiore attenzione» – raccontano Marco e Alessia – «cerchiamo di produrre tutto, non compriamo nulla di preparato, men che meno di surgelato. Ogni ingrediente viene scelto in base alla stagione e alla qualità, lavorato con rispetto e attenzione». In sintesi: ricerca di ingredienti di alta qualità e prodotti freschi presi giornalmente al mercato o da piccoli fornitori, che spesso finiscono nei fantasiosi fuori menù, e poi fare tutto in casa, dall’antipasto al dolce.


Vediamo ora quali sono le pizze più rappresentative del menu, che si divide tra pizze classiche, la nostra visione di.. e le pizze signature, che vale la pena assaggiare. Partiamo dalla più semplice, ma non per questo gustosa, la Marinara realizzata con pomodoro, crema di datterino confit, battuto di origano, prezzemolo, aglio e olio evo. Da citare poi la Molto Capricciosa, reinterpretata con funghi pleurotus, carciofo fritto, prosciutto di Parma 24 mesi e uovo pochè fritto; la Ape Maia, con passata di datterino giallo, datterini gialli confit, crema di aglio fermentato, fili di peperoncino e origano fresco. Interessante anche la Giovanna che gioca con degli ingredienti semplici, ma combinati in modo elegante: fiordilatte, pancetta in tre cotture, stracchino e scaglie di aceto balsamico invecchiato 6 anni.
Abbiamo poi assaggiato anche la Baccalà in Viaggio, con fiordilatte, nduja, baccalà mantecato, peperone crusco, chips di topinambur e foglie di senape: buona e gustosa, seppur un po’ sbilanciata verso il piccante, che rischia di coprire il gusto complessivo e quello del baccalà ben lavorato. Presenti anche dei ripieni e delle pizze farcite, come il New York New York con pastrami, fiordilatte, senape, miele, cetriolino, cipolla e zeste di limone dal morso ricco.
Intorno alla pizza
Se la pizza romana è il cuore della proposta di questo posto, esiste poi un corollario goloso che completa il menu: si parte dagli antipasti e dai fritti artigianali, come le Bruschette realizzate con pane a lievitazione naturale e ingredienti stagionali, il Supplì classico (con riso Acquerello e fiordilatte artigianale e rigaglie di pollo), al tartufo e le Crocchette in diverse varianti, tra cui quella con cavolo rosso e quella di patate con polpo spadellato.
La carta beverage comprende una lista di birre artigianali italiane, scelte non solo per la loro qualità, ma anche per la compatibilità dei lieviti con quelli dell’impasto della pizza, così da garantire un’esperienza armonica a tavola. Presente anche una proposta enologica, che dovrebbe essere più focalizzata sul territorio laziale.



La linea vegana di Mercurio Pizza
Questa attenzione si traduce in una proposta culinaria che abbraccia anche le esigenze dei vegani, una scelta dettata dalla loro stessa scelta alimentare e dalla consapevolezza delle difficoltà che spesso incontrano nel trovare locali adatti. L’offerta vegana si è ampliata nel tempo in modo significativo, ci raccontano i due: «abbiamo iniziato circa dieci anni fa e oggi le pizze vegetali sono tra le più richieste, insieme ai fritti».
Nella sezione fritti troviamo, infatti, diversi supplì vegani realizzati con verdure biologiche solo di stagione e quindi in continua rotazione. Tra questi spiccano il supplì con risotto al carciofo e pesto alla trapanese, quello alla zucca con crema di tofu e cipolla, le crocchette di patate e cavolo rosso e quelle a base di seitan. Non mancano le bruschette con formaggi vegetali, in un menu in continuo aggiornamento che esclude volutamente imitazioni della carne: «evitiamo salsicce vegetali o simili, preferendo ingredienti semplici, genuini e di qualità». Sul versante pizza anche qui l’assoluto di vegetale è una presenza rassicurante, ma non mancano seitan e formaggi vegetali di Julietta Pastry & Lab.

E anche qui abbiamo fatto il nostro assaggio vincente con L’Apparenza Inganna, calzone vegan ripieno di pulled di funghi pleurotus, coleslaw, bbq, cipolla, un morso completo, gustoso e che gioca con maestria sui sapori veri e quelli ricostruiti. Da provare!
Tanta attenzione ai dolci, oltre a quelli normali, c’è un’ampia scelta di proposte veg e anche queste tutte rigorosamente fatte in casa. In carta spicca una rivisitazione del cannolo siciliano, con impasto della pizza fritto, Tiramisù e Crème brûlée, realizzati con le uova alla canapa di Silvia Bambagini e poi il loro must, il Vegoloso, un biscotto morbido con datteri, mandorle e cocco, crema di avocado, frutti rossi e coulis di passion fruit (che però non ci ha totalmente convinti).
Domani
Il futuro di Mercurio Pizza è tutto da scrivere e potrebbe portarli anche in un’altra città, che potrebbe essere Roma, da quanto ci fa intuire Marco, che ci dice convinto: «dopo aver celebrato i 25 anni di attività, una cosa è chiara: fermarsi non è nei piani».
Mercurio Pizza – Via dei Castelli Romani 31/33, Pomezia.
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