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Lo scorso 15 dicembre è stata presentata a Napoli The Great Pizza, una nuova guida, un numero zero e un progetto che vuole essere un atto rivoluzionario o una testimonianza di trasparenza all’interno di un settore (quello delle guide e non solo quelle delle pizzerie) che negli ultimi tempi è stato e al centro di numerose polemiche. In un mondo in cui tutti parlano di pizza, The Great Pizza ha scelto una strada più difficile: parlare bene di pizza. E farlo mettendoci la faccia, il metodo e – soprattutto – la responsabilità del giudizio. Questo in sintesi il suo obiettivo e il manifesto che sta alla base.

Nato come progetto editoriale indipendente, finanziato e promosso da NetAddiction e supportato dalla testata enogastronomica Dissapore, sotto la supervisione di Antonio Fucito, The Great Pizza va oltre al concetto di sito o di una guida, potremmo definirla un ecosistema che tiene insieme contenuti editoriali, strumenti di orientamento per i consumatori e una visione chiara del futuro del mondo pizza.

La linea editoriale di The Great Pizza

Qui non si gioca a piacere a tutti. The Great Pizza rivendica il diritto – e il dovere – di esprimere opinioni. Esaltare chi lavora bene e criticare con rispetto quando qualcosa non funziona è parte integrante del progetto. Ogni recensione è un’assunzione di responsabilità verso i lettori: un consiglio dato con metodo, esperienza e trasparenza. Non a caso, processi e criteri sono spiegati nero su bianco nel Manifesto alla portata di tutti i curiosi.

The Great Pizza si articola in più sezioni, ognuna con una funzione precisa e uno sguardo internazionale: Guide, Talks, Advisor e Tour. Al centro c’è la parte editoriale, fatta di recensioni, editoriali, rubriche e contenuti multimediali – scritti, fotografici, video e audio.
Cuore pulsante del progetto è The Great Pizza Guide, che sarà pubblicata annualmente. L’edizione 2026 è dedicata all’Italia e presenta la lista principale “The Great 100”, affiancata da categorie speciali da 10 pizzerie ciascuna (miglior margherita, miglior topping, miglior pizza dolce, migliori esperienze) che nasce da circa 1000 pizzerie provate e che ogni anno prevede tra le 500 e le 1000 nuove visite, selezionate dopo un lavoro di censimento e filtro critico. Dal 2027 pare che si allargherà anche ad altri Paesi.

Alla base della guida come ha dichiarato il suo curatore Antonio Fucito ci sono dei capisaldi, chiari e non negoziabili come la trasparenza, perché tutti gli autori firmano le proprie schede; la Meritocrazia e la Prova sul campo (ogni pizzeria viene visitata, fotografata e recensita dagli autori), sottolineando anche il focus sarà sulle pizzerie, non sui pizzaioli.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova guida? Sicuramente come hanno più volte dichiarato Fucito e i suoi collaboratori: “nessuna classifica, nessuna competizione tossica: solo una selezione ragionata delle migliori realtà provate. Una guida pensata soprattutto per i consumatori, non per l’autopromozione”.

Accanto alla guida esiste poi The Great Pizza Advisor: una lista completa e ragionata di tutte le pizzerie che meritano una prova, testate in prima persona. Nessun confronto diretto, nessuna gara: solo un grande strumento di orientamento per chi mangia pizza davvero. Oggi conta circa 540 pizzerie, ed è disponibile anche come app gratuita per iOS e Android.

Come funziona la valutazione

Al centro ci sono impasto, margherita, abbinamenti, menu. Il locale, la carta degli alcolici e il servizio contano, ma meno. C’è però un elemento decisivo per entrare nei “The Great 100”: la personalità. Identità, territorio, riconoscibilità. Essere sé stessi, non la copia sbiadita di qualcun altro. Ogni autore, definiti indipendenti, ovvero senza legame alcuno con pizzerie, pizzaioli e uffici stampa, dopo la propria visita compila una scheda di valutazione, poi discussa collegialmente.

The Great Pizza in poche parole promette serietà, una bussola per chi cerca buona pizza senza perdersi nel marketing. A questo punto non ci resta che darle fiducia e vederla crescere.

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