L’ultima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC se l’è aggiudicata Peppe Cutraro, di cui vi voglio raccontare la storia, esempio di ascesa imprenditoriale e di lungimiranza nel settore pizza.
Peppe Cutraro campione
L’ultima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC – Pizza DOC World Championship 2025 se l’è aggiudicata Giuseppe Cutraro, classe 1988, napoletano dei Quartieri Spagnoli e pizzaiolo internazionale conosciuto a tutti come Peppe.
Una vittoria ottenuta su poco più di 1000 pizze sfornate da circa 600 concorrenti è quella di Cutraro, che vince con una pizza semplice ma rivisitata: una pizza provola e pepe con un pomodoro San Marzano arrostito al forno, con aggiunta di un pomodoro confit all’uscita. Così non scala solo il podio, ma nel suo percorso professionale colleziona un’altra tappa importante, perché vincere una gara simboleggia in questo caso qualcosa di più grande: una professione dedicata alla pizza e che sulla pizza ha puntato tutto.
Lo stesso Cutraro dopo la sua proclamazione a Paestum dichiara: “La pizza mi ha cambiato la vita, ho girato il Mondo attraverso la pizza ed è la pizza che mi ha formato e mi ha fatto diventare l’uomo che sono oggi. Sono fiero di essere riuscito a sdoganare lo stereotipo del napoletano dei Quartieri Spagnoli senza destino e senza futuro, quello te lo crei, ti rimbocchi le maniche. A 18 anni vivevo in un basement a New York, da solo, e sognavo un giorno come questo. Sono un pizzaiolo napoletano contemporaneo, per me la pizza è del popolo e deve restare tale, ma siamo nel 2025 e ho deciso di apportare dare il mio tocco moderno alla tradizione”.

La storia di Peppe Cutraro
Peppe Cutraro, è un napoletano verace, che su di sé e attraverso la pizza vive un po’ la favola di cenerentola, una storia di rivalsa e di riconoscimenti sul mercato, che partono dal un primo corso professionale di pizza fatto nel 2003 più per necessità che per vocazione. Ma la sua inclinazione naturale verso l’impasto e la cucina emergono subito, alimentate dalle prime esperienze nelle pizzerie napoletane e dall’incontro con maestri che ne affinano la tecnica.
Dotato di un’energia contagiosa, inizia presto a girare il mondo: a soli diciott’anni vola negli Stati Uniti, lavorando tra New Jersey e New York, dove amplia le sue competenze. Il richiamo di casa lo riporta per un periodo in Italia, prima di ripartire per Malta, dove resterà due anni e dove conoscerà Sarah, sua moglie.
Poi arriva Losanna, città in cui si ferma sei anni e dove nasce suo figlio Gabriel. Qui il suo talento si consolida, ma la voglia di crescere ancora lo spinge verso una nuova sfida: Parigi. Nella capitale francese diventa chef executive del reparto pizza per Big Mamma, distinguendosi non solo ai forni ma anche nella gestione e nel coordinamento delle brigate.

Dal Trofeo Caputo l’ascesa personale e imprenditoriale
Nel 2019 si laurea Campione del Mondo al Trofeo Caputo e a settembre 2020 Cutraro inaugura la sua prima “Peppe Pizzeria” in Place Saint-Blaise, nel XX arrondissement. L’apertura è un fulmine: la critica francese ne sottolinea subito l’anima profondamente napoletana, il cornicione importante, la selezione attenta delle materie prime. Da quel debutto nasce un percorso imprenditoriale che si espande rapidamente in città — tra cui Casa di Peppe, nei pressi del Panthéon — fino ad arrivare nel 2025 anche a Lione.
Un primo riconoscimento vinto che conferma il suo talento e su cui Cutraro è stato abile e bravo a costruire il suo progetto di business. Un progetto personale, senza essere più il pizza-executive di nessuno, ma gettando le fondamenta di una “casa” tutta sua, forte dei suoi impasti leggeri, le sue maturazioni controllate e una lettura contemporanea dei condimenti.
Nemmeno la pandemia frena il suo slancio: rinnova formule, sperimenta impasti pensati per l’asporto e continua a far crescere la sua firma imprenditoriale, con una consacrazione internazionale che arriva nel 2021 e nel 2022 grazie a 50 Top Pizza Europa che nomina Peppe Pizzeria “Best Pizzeria in Europe”. Nel 2022 Cutraro riceve anche il titolo di “Pizza Maker of the Year – Ferrarelle Award”, un riconoscimento che ne mette in luce la piena maturità professionale, sia tecnica sia gestionale.

Passano gli anni e Cutraro è sempre più imprenditore, nel 2024 arriva, infatti, un altro traguardo: diventa Campione Europeo dell’Accademia Nazionale Pizza Italiana, mentre il suo Gruppo entra per la prima volta nella classifica “World Artisan Pizza Chains” di 50 Top Pizza, piazzandosi al 13° posto. Un insieme di risultati che conferma una visione nitida: fedeltà al rigore napoletano, impasti letti in chiave contemporanea e una cura per la sala che punta tutto sull’accoglienza “all’italiana”.
Oggi il Gruppo Peppe comprende circa 8 indirizzi tra Parigi e Lione e in tutti l’obiettivo è quello di offrire un’esperienza autenticamente napoletana, capace però di dialogare con il pubblico francese senza perdere un briciolo della propria identità.
Qualche domanda a Peppe Cutraro
Quando hai capito che il mondo pizza era il settore su cui investire per il tuo futuro?
Nasco pizzaiolo che poi diventa imprenditore, non ho puntato sulla pizza per il bisogno di farlo come business ma con alla base la passione che mi ha contraddistinto di questo mestiere che comunque ti dà una soddisfazione generale pazzesca.
Prevedevi una crescita imprenditoriale così forte? Era questo il tuo obiettivo fin dall’inizio?
La pizza italiana in Francia, come viene considerata?
In Francia la pizza napoletana è considerata un prodotto di grande valore: il pubblico è sempre più attento alla qualità delle materie prime, alle tecniche di lavorazione e alla storia che c’è dietro al piatto. Si è passati da una visione “fast food” della pizza a un vero concetto di cucina italiana artigianale.
Oggi il pizzaiolo italiano è percepito come un vero artigiano del gusto e la pizza d’autore ha conquistato spazio nei ristoranti come prodotto premium. Qual è la tua idea sulla pizza di oggi sia come prodotto che come settore. Previsioni per il futuro?
La pizza di oggi è molto più di un piatto popolare: è un settore in piena evoluzione. Si parla di ricerca sugli impasti, sostenibilità, filiere corte, valorizzazione del territorio, attenzione alla nutrizione e all’esperienza del cliente. Il mercato si sta segmentando: da un lato una proposta veloce e accessibile, dall’altro un mondo gourmet sempre più specializzato. Per il futuro prevedo una crescita continua ma più selettiva: sopravvivranno e cresceranno soprattutto i progetti realmente strutturati, con un’identità chiara, qualità costante e forte attenzione alla formazione e al servizio. La pizza resterà un prodotto universale, ma chi vorrà distinguersi dovrà continuare a investire su cultura, innovazione e autenticità. Gruppo Peppe prepara un 2026 con 3 nuove aperture!!!



